Due operatori sanitari i primi donatori di plasma iperimmuni da covid

Due operatori sanitari i primi donatori di plasma iperimmuni da covid

Partecipano così alla campagna sperimentale nazionale

BRINDISI - La Puglia ha iniziato le prime donazioni di plasma iperimmuni da covid19 il 18 maggio scorso. Una catena di responsabilità civile e di solidarietà che vede aderire anche l’ospedale Perrino di Brindisi con i primi due donatori di sangue da soggetti risultati idonei allo studio scientifico.

Si tratta di due operatori sanitari dello stesso ospedale Perrino, il direttore del reparto di Chirurgia generale, il dottor Giuseppe Manca, e un’infermiera di Pneumologia, Jole Giacomazza. A darne notizia è la dottoressa Antonella Miccoli, responsabile vicario del Centro trasfusionale dell’ospedale.

La selezione dei donatori rientra nel progetto sperimentale avviato dalla Regione Puglia, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera-Università di Padova. I due donatori sono stati selezionati attraverso uno screening che ha coinvolto quattro pazienti guariti dal covid19. Entrambi, come tutti quelli che rientrano tra i selezionati, hanno sviluppato gli anticorpi contro la Sars-cov2, in quanto contagiati dal virus e guariti come provato con una serie di accertamenti diagnostici.

Dopo la raccolta dei dati personali dei potenziali donatori e gli esami ematochimici le provette, così come prevede l’accordo per la ricerca, sono state inviate all’ospedale di Padova che ha esaminato il titolo degli anticorpi neutralizzanti anti-Sars-CoV-2.

In totale, come comunicato da Padova a Brindisi, il risultato favorevole per i soggetti rientranti nella ricerca saranno quattro i prelievi a Brindisi. Nei prossimi giorni si effettuerà quindi quello di altri due donatori guariti che hanno accettato liberamente di sottoporsi alla plasmaferesi per consentire la cura col plasma in attesa che arrivi presto un vaccino. Il plasma ai donatori viene prelevato da chi accetta di partecipare alla raccolta affinché le Banche del Sangue possano sia distribuirlo nell’immediato sia conservarlo per una scorta in previsione di un ritorno dell’epidemia.

Dal sangue prelevato da un singolo donatore e conservato in una sacca saranno prelevati gli anticorpi che saranno poi suddivisi in tre “dosi di plasma” da trasfondere in tre malati, nei casi più gravi si utilizzerà una sola sacca di sangue. In ogni caso il liquido ematico sarà destinato a pazienti già assistiti nella respirazione ma non intubati. Nel caso in cui il plasma raccolto da iperimmuni non fosse utilizzato nell’immediato sarà congelato e potrà essere utilizzato pure per isolare le immunoglobuline.

Ricordiamo che per poter diventare donatori bisogna rivolgersi ad un centro Trasfusionale locale per dare la propria disponibilità ed attendere la chiamata dalla Croce Rossa (dal numero di telefono 06.5510) per poter essere sottoposti ai test sierologici necessari per per selezionare i donatori idonei.