Per dimagrire serve buon cibo

  • In LECCE
  • lun 08 Giugno 2020
Per dimagrire serve buon cibo

Lo dice uno studio condotto da tre Università fra cui quella del Salento

LECCE - Per dimagrire non serve solo limitare i carboidrati e i dolci, ridurre il numero di calorie da ingerire giornalmente, serve soprattutto scegliere buon cibo. E’ il risultato di uno studio dell’Università del Salento di Lecce, condotto con “La Sapienza” di Roma e l’Università degli Studi di Camerino.

I ricercatori dei tre Atenei, dopo approfonditi studi, sono arrivati alla conclusione innovativa che per dimagrire è importante soprattutto prestare attenzione alla qualità del cibo scelto e al bilanciamento dei macronutrienti fondamentali (zucchero, proteine e grassi). Mangiare cibo ‘spazzatura’, pur assumendo meno calorie di quelle necessarie con l’obiettivo immediato di perdere peso, comporta alterazioni metaboliche e danni a lungo termine. Lo hanno dimostrato in uno studio, condotto sui topi, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista scientifica internazionale “The Faseb Journal” e condotto da tre gruppi di ricerca italiani, coordinati dalla professoressa Anna Maria Giudetti dell’Università del Salento, dalla professoressa Silvana Gaetani dell’Università Sapienza di Roma e dal professor Carlo Cifani dell’Università di Camerino.

«Che il deficit energetico aiuti a eliminare le riserve accumulate e a farci perdere il peso in eccesso è il mantra di tutte le diete, soprattutto di quelle fai-da-te - sottolinea Anna Maria Giudetti, docente di Biochimica presso il Dipartimento UniSalento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali - Ma non basta non superare un certo numero di calorie al giorno per garantirsi una condizione di salute e normopeso. Per esempio compensare un’abbuffata di cibo ‘spazzatura’ saltando i pasti successivi, oppure ‘restringere’ il consumo alimentare di questo tipo di cibo a poche ore nella giornata, in modo da ridurre l’apporto calorico totale, sono strategie molto comuni persino in quella fetta di popolazione più attenta al benessere psicofisico. Il nostro studio ha verificato che gli effetti metabolici di queste scelte sono sovrapponibili a quelli indotti da un consumo più esteso del cibo ‘non salutare’: tale tipo di alimentazione può causare aumento della glicemia, riduzione di colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) e fegato grasso, tutte alterazioni in grado di compromettere lo stato di salute anche a lungo termine. Raccomandiamo, in conclusione, un’attenta valutazione della qualità degli alimenti consumati. Per la formulazione di un piano nutrizionale per la perdita di peso, è necessario considerare non solo il risultato macroscopico sul peso corporeo, ma anche i cambiamenti di parametri metabolici importanti per evitare lo sviluppo di disturbi a lungo termine».

Gli alimenti dunque devono essere freschi, vari e di qualità, così come le pietanze da forno e di rosticceria devono essere preparati con ingredienti di qualità e possibilmente certificati, ovvero con tracciabilità chiara.

La pubblicazione integrale (in lingua inglese) può essere consultata sul sito web Pubmed dal titolo "Brief daily access to cafeteria-style diet impairs hepatic metabolism event in the absence of excessive body weight gain in rats" (in italiano "Breve accesso quotidiano alla diesta in stile bar-cafetteria compromette il metabolismo epatico anche in assenza di eccessivo aumento di peso corporeo nei ratti").